Angolo cottura condensato

Stato iniziale
 Dopo 20 anni di onorato servizio questa vecchia cucina andava proprio rottamata: le ante per l'umidità si erano deformate, così come il piano di lavoro alla giuntura nell'angolo, con il risultato di avere poco spazio di appoggio tra il rialzo della deformazione del piano e quello perimetrale dell'appoggio dell'acquaio. Inoltre lo sportellone dello scola piatti aveva creato anche dei bernoccoli a chi spazzando passava di là... Inoltre mancavano dei cassetti per le posate e le aperture delle ante non favorivano l'ingresso all'interno dei pensili della luce della porta finestra sulla destra.
Schizzo di progetto
 Il progetto iniziale prevedeva l'apertura verso l'alto del pensile scolapiatti, l'apertura opposta per gli altri pensili per favorire l'illuminazione naturale del loro interno, l'eliminazione della parte a giorno del pensile sopra la cappa, l'aggiunta di un cassetto sotto il forno, la sostituzione della cassettiera da 15 cm con un cestello scorrevole per le bottiglie e la sostituzione del mobile base da 40 cm con una vera cassettiera.
Siccome non è stato possibile trovare lo spazio per una lavastoviglie, si è pensato in un primo momento ad un acquaio con due vasche asimmetriche per non rubare troppo spazio al piano di lavoro.
Stato finale
Nella fase finale arrivano sempre dei colpi di genio: è stato aggiunto un pensile chiuso sopra lo scola piatti, l'acquaio è stato scelto con bordo sottilissimo e a doppia vasca simmetrica con coperchio in abs, che all'occorrenza offre un vasto piano d'appoggio e di scolo contemporaneamente. Per sfruttare inoltre tutta la parete di sinistra, è stato introdotto uno spessore di 5 cm tra il cestello estraibile di 15 cm e il mobile base per l'acquaio, ottenendo così un bordo largo 20 cm.
Il colore chiaro, poi, rende più ampio lo spazio.

Cucina in muratura

Stato iniziale

Schizzo prima soluzione

Assonometria prima soluzione

Prospettiva prima soluzione

Schizzo seconda soluzione

Assonometria seconda soluzione

Prospettiva seconda soluzione

Risultato finale

Risultato finale - Forno sopra la lavastoviglie
Purtroppo nel risultato finale manca il mobile alto pensato per riporre le scope. Errore mio: mi sono fidata troppo della piantina dell'appartamento che mi aveva dato il cliente. Da allora ho sempre fatto un rilievo accurato sul posto!

Tetto curvo ed evoluzione progettuale

Struttura semi-definitiva in c.a.



 La modellazione di questa cantina seminterrata, mi ha permesso di usare un comando di modellazione che non avevo ancora sperimentato: la copia polare.
La copia polare permette di copiare degli elementi definendo non un semplice spostamento parallelo ad una direzione, ma definendo un centro di rotazione ed un angolo. Così ho preso l'ultimo punto del tratto rettilineo della copertura e l'ho copiato secondo il centro e l'angolo sotteso dalla curva della copertura. In questo modo sono riuscita a scomporre la curva del tetto in segmenti abbastanza corti per poter modellare realisticamente la curvatura e il tutto con un unico comando, senza dover fare un passaggio in #autocad# per preparare un lucido da usare come guida in modellazione.
Un comando simile (genera polare) poi, a pochi giorni di distanza, mi ha permesso di modellare in un batter d'occhio una platea circolare, senza definire gli "spicchi" uno per volta!
Platea circolare
Questo era il motivo principale che mi ha spinto a scrivere questo post, ma andando a scegliere le immagini, mi sono resa conto di quanto è cambiato il progetto durante la progettazione.
Andiamo per gradi.
Bozza di struttura in carpenteria metallica
La prima bozza non aveva ancora la curvatura del tetto ed i muri contro terra non erano mesciati. E' servito comunque per un primo dimensionamento di travi e pilastri.
Struttura semi-definitiva in carpenteria metallica
La struttura semi-definitiva era già provvista di tetto curvo, mesciatura delle pareti e inoltre fu introdotto lo spessore variabile nella platea di fondazione.
Struttura definitiva in carpenteria metallica
Nella struttura definitiva in acciaio sono stati introdotti dei pilastri e delle travi per una migliore distribuzione dei carichi delle tamponature e per avere un supporto strutturale agli impianti di climatizzazione.
Ma non era ancora finita. I computi e le offerte delle ditte fatte su di essi, rivelarono che l'intervento era troppo costoso, così, la committenza cambiò radicalmente la tipologia costruttiva e furono rivisti anche alcuni accorgimenti di dettaglio, per ridurre drasticamente i costi di costruzione. Arrivando così alla versione definitiva vista all'inizio del post: in c.a. gettato in opera e senza scannafosso perimetrale.
Prima di arrivare al progetto definitivo, un progettista strutturale si ritrova a calcolare non uno, ma diversi progetti, cosa che i committenti non sempre capiscono...

Scala esterna in acciaio

Modellazione strutturale

Questa scala esterna si è resa necessaria, perché l'impresa che stava ristrutturando l'edificio, di sua iniziativa, aveva demolito la scala in struttura mista (muratura e acciaio) che collegava il cortile con un ballatoio di distribuzione al piano primo.
Siccome mi era stato esplicitamente richiesto l'uso dei profilati rettangolari, ho adottato la scelta di prediligere i collegamenti flangiati, anche mediante lastre lunghe quanto la larghezza delle rampe. Questa scelta ha permesso la suddivisione della struttura in tre parti: rampa minore, pianerottolo e rampa maggiore; che sono state preparate in officina e zincate in stabilimento e successivamente montate in cantiere.

I gradini in telaio metallico destinati a ricevere le lastre di pietra, sono stati modellati come pesi aggiunti alla struttura mediante lo strumento "solaio".

Schema strutturale con indicazione vincoli interni



I cerchi rossi rappresentano le cerniere lungo l'asse forte della sezione, mentre la sfera azzurra rappresenta una cerniera sferica. I controventi per rendere rigida la "scatola" del pianerottolo a ventaglio, risultano addossati alle pareti esterne dell'edificio.
Piccola soddisfazione: il direttore dei lavori mi ha raccontato che il fabbro ha trovato così chiari i miei elaborati esecutivi, da non aver avuto bisogno di chiedergli ulteriori chiarimenti.