Iva sei Partita: 150k Architetti
Lettera agli ordini professionali
Ammetto che in giro ne vedo tanti, ma tanti di colleghi in queste condizioni!
Per denunciare questa situazione incongruente con il diritto al lavoro, spero che firmi anche chi non è né Architetto né Ingegnere!
Nuova normativa - osservazioni parte seconda
Quando mai?! A volte gli operai non sanno neanche come sei fatto! Per essere veramente il "Boss", dovresti stare sempre lì in cantiere a controllare tutto, ma di solito la remunerazione non è abbastanza per un tale impegno: per sbarcare il lunario un ingegnere è costretto a portare avanti più lavori contemporaneamente. Ecco che viene confermata la mia teoria! Quella secondo la quale, senza tariffario minimo obbligatorio e sotto controllo, soltanto chi vive di rendita può fare l'ingegnere libero professionista; con la liberalizzazione delle tariffe, la libera professione è diventata un hobby e pure abbastanza costoso!
Nuova normativa - osservazioni parte prima
Quello che mi lascia ancora un po' perplessa è il grado di raffinatezza progettuale che la normativa pretende; ci sono anche una serie di eccezioni, che andranno vagliate attentamente e che presumo diventeranno di uso quotidiano.
Alla fine, però, da norma prestazionale, come ce l'hanno presentata, a me sembra sempre di più una norma prescrittiva. Per non parlare poi dei continui rimandi alle norme armonizzate europee, che credo proprio siano a pagamento! Tu, caro collega lettore/ice, che ne pensi?
Comunque la faccenda più spinosa, sarà affrontare la rivoluzione culturale, che la nuova normativa genererà inevitabilmente. Dagli Architetti, Geometri e Periti Edili, giù giù fino ai ferraioli, passando per gli impresari, dovranno tutti scontrarsi con i poveri strutturisti impegnati a far rispettare la legge, non soltanto perché è legge dello Sato, ma anche nell'ottica di tutelare il cliente, la sua sicurezza, ma ovviamente lui (cliente) la maggior parte delle volte non lo capirà.
Ecco che si fa sempre più necessaria la fiducia! Il cliente deve sempre, oggi più di ieri, scegliere il proprio professionista sulla base di una completa fiducia e se il professionista scelto non può fare determinate cose, deve sempre essere del cliente la scelta di un altro professionista che lo aiuti, sempre di sua fiducia. Senza la fiducia del cliente il professionista lavora male.
Serie TV e professione
Non a caso gli ordini professionali dei medici e degli avvocati, anzi, per essere più precisi, dei notai, sono stati i primi ad essere creati insieme a quello degli ingegneri, per tutelare la salute, la tutela legale e la sicurezza del cittadino.
Ma allora perché non fare una serie televisiva anche sulle disavventure degli ingegneri strutturalisti?
Forse gioverebbe alla figura dell'ingegnere in genere! Forse l'uomo medio sarebbe più informato su cosa facciamo noi strutturalisti e forse ci darebbe più credito.
Il problema, infatti, è che molto spesso il cliente non capisce la nostra funzione e considera la nostra parcella una spesa inutile. Ed è svilente lavorare così!
Tu cosa ne pensi?
Come si potrebbe stuzzicare i produttori e gli sceneggiatori a sondare questo mondo professionale ancora inesplorato?
IL NUOVO CHE NON INVECCHIA
La sigla finale del film Pixar "Alla ricerca di Nemo" ha rilanciato un successo del cantante Bobby Darin, ‘Beyond the sea’, una canzone che trovai lì per lì molto rilassante, senza sapere di chi fosse. Quando mi accorsi che la stessa canzone faceva da colonna sonora dello spot di una nota marca di automobili (delfini che saltano nell'oceano,ma comodamente seduti nell'auto), ho voluto approfondire la conoscenza sulla canzone in questione con una ricerchina in rete. Sorpresa! Non solo ho scoperto che il cantante che rese celebre il brano era il marito di Sandra Dee (il ragazzo che la corteggia nel film "Torna a settembre"), ma anche che aveva una villa super-mega-iper-fantastica (oggi in vendita a soli 3,7 milioni di dollari). Addirittura esiste un sito che permettere di visitare tutta la villa foto per foto! Invito tutti a fare una capatina: http://www.1411risingglen.com/
Imbambolata, ho seguito il tour foto per foto ed ho notato una cosa... buffa. Essendo stata costruita nel lontano 1955, i dettagli del mobilio, specialmente quello delle "sale da bagno" e delle camere, mi hanno ricordato le case dei miei nonni! Questo mi ha dato molto da pensare, un po' quando su un manuale illustrato dell'università vidi la foto di una delle prime auto (stile nonna papera) con sullo sfondo un edificio nuovo di pacca progettato da Le Corbusier: l'edificio era ancora attualissimo e l'auto ormai superata. Così la villa di Darin: il suo stile è ancora attuale, nonostante abbia 62 anni suonati, mentre i dettagli "tecnologici" risultano ormai superati. Qui in maremma, ma forse è una pratica comune un po' dappertutto, sembra accadere esattamente l'opposto: i clienti e/o committenti ricercano i dettagli più tecnologici trascurando totalmente la qualità della forma architettonica e della progettazione funzionale degli ambienti interni, che non sembra essere compatibile con la logica del profitto, deduco io... Così Grosseto è stratificata: dove vai puoi capire dalla forma degli edifici in che periodo sono stati costruiti, perché la forma è sempre lasciata alle mode del momento (oggi vanno tanto gli abbaini), così il patrimonio edilizio invecchia, senza lasciare nulla di attuale. Anzi, nella nuova produzione noto addirittura la scarsa attenzione alle regole basilari della progettazione funzionale, come per esempio l'analisi dei percorsi, o lo studio della luce in relazione all'orientamento, mah! Di questo passo, riusciremo a tornare al livello delle baraccopoli degli operai inglesi della rivoluzione industriale? Forse dal punto di vista funzionale ci siamo già ;-P
Essere cliente di un ingegnere
Diffida quindi, caro lettore, da quel professionista che ti dà sempre ragione, perché è indice di poca professionalità. Il buon professionista ascolta le esigenze del cliente e, dopo attenta riflessione, propone soluzioni per soddisfarle, che tutelino non solo il cliente, ma anche la società.
Forse non tutti sanno che ogni ordine professionale, impone ai suoi iscritti, il rispetto di un'insieme di norme comportamentali inerenti la professione, questo insieme è chiamato “Codice deontologico”. In questo blog è possibile leggere la versione aggiornata di quello degli Ingegneri; consiglio di leggerlo a tutti coloro che stanno per rivolgersi ad un ingegnere.
CODICE DEONTOLOGICO
1.1 La professione di ingegnere deve essere esercitata nel rispetto delle leggi dello Stato, dei principi costituzionali e dell'ordinamento comunitario.
La professione di ingegnere costituisce attivita' di pubblico interesse.
L'ingegnere e' personalmente responsabile della propria opera e nei riguardi della committenza e nei riguardi della collettivita'.
1.2 Chiunque eserciti la professione di ingegnere, in Italia, anche se cittadino di altro stato, e' impegnato a rispettare e far rispettare il presente codice deontologico finalizzato alla tutela della dignita' e del decoro della professione.
1.3 Le presenti norme si applicano per le prestazioni professionali rese in maniera sia saltuaria che continuativa.
1.4 L'ingegnere adempie agli impegni assunti con cura e diligenza, non svolge prestazioni professionali in condizioni di incompatibilita' con il proprio stato giuridico, ne' quando il proprio interesse o quello del committente siano in contrasto con i suoi doveri professionali.
L'ingegnere rifiuta di accettare incarichi per i quali ritenga di non avere adeguata preparazione e/o quelli per i quali ritenga di non avere adeguata potenzialita' per l'adempimento degli impegni assunti.
1.5 L'ingegnere sottoscrive solo le prestazioni professionali che abbia personalmente svolto e/o diretto; non sottoscrive le prestazioni professionali in forma paritaria, unitamente a persone che per norme vigenti non le possono svolgere.
L'ingegnere sottoscrive prestazioni professionali in forma collegiale o in gruppo solo quando siano rispettati e specificati i limiti di competenza professionale e di responsabilita' dei singoli membri del collegio o del gruppo.
Tali limiti dovranno essere dichiarati sin dall'inizio della collaborazione.
1.6 L'ingegnere deve costantemente migliorare ed aggiornare la propria abilita' a soddisfare le esigenze dei singoli committenti e della collettivita' per raggiungere il miglior risultato correlato ai costi e alle condizioni di attuazione.
2 - SUI RAPPORTI CON L'ORDINE
2.1 L'appartenenza dell'ingegnere all'Ordine professionale comporta per lo stesso il dovere di collaborare con il Consiglio dell'Ordine.
Ogni ingegnere ha pertanto l'obbligo, se convocato dal Consiglio dell'Ordine o dal suo Presidente, di presentarsi e di fornire tutti i chiarimenti che gli venissero richiesti.
2.2 L'ingegnere si adegua alle deliberazioni del Consiglio dell'Ordine se assunte nell'esercizio delle relative competenze istituzionali.
3 - SUI RAPPPORTI CON I COLLEGHI
3.1 Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i colleghi alla massima lealta' e correttezza allo scopo di affermare una comune cultura ed identita' professionale pur nei differenti settori in cui si articola la professione.
3.2 Tale forma di lealta' e correttezza deve essere estesa e pretesa anche nei confronti degli altri colleghi esercenti le professioni intellettuali ed in particolar modo di quelle che hanno connessioni con la professione di ingegnere.
3.3 L'ingegnere deve astenersi da critiche denigratorie nei riguardi di colleghi e se ha motivate riserve sul comportamento professionale di un collega deve informare il Presidente dell'Ordine di appartenenza ed attenersi alle disposizioni ricevute.
3.4 L'ingegnere che sia chiamato a subentrare in un incarico gia' affidato ad altri, potra' accettarlo solo dopo che la Committenza abbia comunicato ai primi incaricati il definitivo esonero; dovra' inoltre informare per iscritto il o i professionisti a cui subentra e in situazioni controverse il Consiglio dell'Ordine relazionando a quest'ultimo sulle ragioni per cui ritiene plausibile la sostituzione.
3.5 L'ingegnere si deve astenere dal ricorrere a mezzi incompatibili con la propria dignita' per ottenere incarichi professionali come l'esaltazione delle proprie qualita' a denigrazione delle altrui o fornendo vantaggi o assicurazioni esterne al rapporto professionale.
4 - SUI RAPPORTI CON IL COMMITTENTE
4.1 Il rapporto con il committente e' di natura fiduciaria e deve essere improntato alla massima lealta', chiarezza e correttezza.
4.2 L'ingegnere e' tenuto al segreto professionale; non puo' quindi, senza esplicita autorizzazione della committenza, divulgare quanto sia venuto a conoscere nell'espletamento delle proprie prestazioni professionali.
4.3 L'ingegnere deve definire preventivamente e chiaramente con il committente, nel rispetto del presente codice, i contenuti e termini degli incarichi professionali conferitigli.
4.4 L’Ingegnere, nella definizione dei compensi per incarichi professionali con Committenza sia pubblica che privata, dovrà:
- esplicitare detti compensi, con riferimento alle vigenti tariffe professionali stabilite per legge o adottate, in mancanza di queste, con specifica delibera dal proprio Ordine di appartenenza.
- Evidenziare chiaramente l’eventuale ribasso praticato, in termini percentuali.
Costituisce comunque illecito disciplinare, la violazione dell’art. 2233c.c. secondo comma, in base al quale “in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”.
4.5 L'ingegnere non puo' accettare da terzi compensi diretti o indiretti oltre a quelli dovutigli dal committente senza comunicare a questi natura, motivo ed entita' ed aver avuto per iscritto autorizzazione alla riscossione.
4.6 L'ingegnere e' inoltre tenuto ad informare il committente, nel caso abbia interessi su materiali o procedimenti costruttivi proposti per lavori a lui commissionati, quando la natura e la presenza di tali rapporti possa ingenerare sospetto di parzialita' professionale o violazione di norme di etica.
5 - SUI RAPPORTI CON LA COLLETTIVITA' E ILTERRITORIO
5.1 Le prestazioni professionali dell'ingegnere saranno svolte tenendo conto preminentemente della tutela della vita e della salvaguardia della salute fisica dell'uomo.
5.2 L'ingegnere e' tenuto ad una corretta partecipazione alla vita della collettivita' cui appartiene e deve impegnarsi affinche' gli ingegneri non subiscano pressioni lesive della loro dignita'.
5.3 Nella propria attivita' l'ingegnere e' tenuto, nei limiti delle sue funzioni, ad evitare che vengano arrecate all'ambiente nel quale opera alterazioni che possono influire negativamente sull'equilibrio ecologico e sulla conservazione dei beni culturali, artistici, storici e del paesaggio.
5.4 Nella propria attivita' l'ingegnere deve mirare alla massima valorizzazione delle risorse naturali e al minimo spreco delle fonti energetiche.
6 - DISPOSIZIONI FINALI
6.1 Il presente codice e' accompagnato da norme attuative elaborate dal C.N.I., norme che potranno essere integrate da ciascun Consiglio Provinciale dell'Ordine purche' elaborate non in contrasto con il presente codice per una migliore tutela dell'esercizio professionale e per la conservazione del decoro della categoria nella particolare realta' territoriale in cui lo stesso Consiglio e' tenuto ad operare.
6.2 Il presente Codice e' depositato presso il Ministero di Grazia e Giustizia, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, gli Ordini Provinciali, gli Uffici Giudiziari e Amministrativi interessati.
Premessa indispensabile
"Sicurezza" = rispetto delle vigenti normative sulla progettazione strutturale e sulla corretta esecuzione delle opere.
"Funzionalità" = applicazione delle norme edilizie comunali salvaguardandone la corretta interpretazione e senza dimenticare l'analisi dei percorsi specifici di ogni tipo edilizio,nonché rispetto delle norme sul risparmio energetico degli edifici.
"Piacevolezza" = attenzione al gusto estetico dei clienti e mediazione tra questo e le norme da applicare per rispettare i punti precedenti.
Ne deriva di conseguenza una progettazione "Integrale", difficile da realizzare finché ci sarà la convinzione che progetto architettonico e progetto strutturale siano due cose totalmente distinte e che il secondo debba necessariamente piegarsi al primo... Oggi più che mai, per una corretta applicazione di tutte le norme del campo edilizio, occorre SINERGIA, COLLABORAZIONE tra le varie e a volte troppe figure professionali.
PS: per chi non conosce Vitruvio suggerisco di andare qui http://it.wikipedia.org/wiki/Vitruvio